Il prof. Francesco Remotti, professore emerito di Antropologia culturale presso l’Università di Torino e membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei, ha tenuto una Lectio Magistralis in sala consiliare a Oulx su “Antropocene”, termine adottato nel 2000 dal Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen per indicare l'epoca geologica attuale, nella quale all'essere umano e alla sua attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche. Secondo quanto si studia a scuola il periodo attuale è il Cenozioco (nuova vita), un’era iniziata 65 milioni di anni fa, suddiviso in periodi, l’attuale è detto Olocene (del tutto recente), iniziato 11.700 anni fa. Oggi non siamo più nell’Olocene, dove le novità sono originate da fattori esogeni dell’umanità, ma nell’Antropocene dove tutto è determinato dall’uomo come ad esempio il riscaldamento del clima, lo scioglimento dei ghiacciai, la deforestazione, la desertificazione, l’aumento demografico della popolazione umana, l’uso sempre più spinto dei combustibili fossili (carbone, petrolio, gas), l’urbanizzazione incontrollata e la cementificazione del territorio, l’invasione dei rifiuti (come la plastica negli oceani). Per rimediare occorrerebbe ritornare dall’idea di Homo Deus (secondo la definizione di Harari) a quella di Homo Sapiens, ossia rimpossessarsi di certe forme di “saggezza”, coltivate da molte società umane le quali, in diverse parti del mondo, hanno voluto fare della convivenza con la natura il loro principio fondamentale. Il Professore ha concluso che sarebbe necessario prestare attenzione a quanto ha detto, dalle profondità della foresta amazzonica, lo sciamano yanomami Davi Kopenawa: “Il Popolo della Merce, i Bianchi, sono troppo preoccupati dalle cose del momento, presi come sono da un desiderio senza limiti di merci, di oro, di denaro. È ora che la smettano di maltrattare la terra e di pensare di essere dei, come se non dovessero scomparire mai, ma accettino di essere come le altre specie della Terra”.
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sabato 24 novembre 2018
Lectio Magistralis a Oulx su Antropocene
Il prof. Francesco Remotti, professore emerito di Antropologia culturale presso l’Università di Torino e membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei, ha tenuto una Lectio Magistralis in sala consiliare a Oulx su “Antropocene”, termine adottato nel 2000 dal Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen per indicare l'epoca geologica attuale, nella quale all'essere umano e alla sua attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche. Secondo quanto si studia a scuola il periodo attuale è il Cenozioco (nuova vita), un’era iniziata 65 milioni di anni fa, suddiviso in periodi, l’attuale è detto Olocene (del tutto recente), iniziato 11.700 anni fa. Oggi non siamo più nell’Olocene, dove le novità sono originate da fattori esogeni dell’umanità, ma nell’Antropocene dove tutto è determinato dall’uomo come ad esempio il riscaldamento del clima, lo scioglimento dei ghiacciai, la deforestazione, la desertificazione, l’aumento demografico della popolazione umana, l’uso sempre più spinto dei combustibili fossili (carbone, petrolio, gas), l’urbanizzazione incontrollata e la cementificazione del territorio, l’invasione dei rifiuti (come la plastica negli oceani). Per rimediare occorrerebbe ritornare dall’idea di Homo Deus (secondo la definizione di Harari) a quella di Homo Sapiens, ossia rimpossessarsi di certe forme di “saggezza”, coltivate da molte società umane le quali, in diverse parti del mondo, hanno voluto fare della convivenza con la natura il loro principio fondamentale. Il Professore ha concluso che sarebbe necessario prestare attenzione a quanto ha detto, dalle profondità della foresta amazzonica, lo sciamano yanomami Davi Kopenawa: “Il Popolo della Merce, i Bianchi, sono troppo preoccupati dalle cose del momento, presi come sono da un desiderio senza limiti di merci, di oro, di denaro. È ora che la smettano di maltrattare la terra e di pensare di essere dei, come se non dovessero scomparire mai, ma accettino di essere come le altre specie della Terra”.sabato 31 gennaio 2015
IL PROFESSOR FRANCESCO REMOTTI RITORNA A OULX
L’UniTre “Alta Valle di
Susa” organizza, venerdì 6 febbraio alle ore 15.30 presso la Sala Consiliare
del Comune di Oulx, la lectio magistralis del prof. Francesco Remotti, illustre
emerito docente di antropologia culturale dell’Università di Torino, dal titolo:
“Fare figli, con chi? La multi-genitorialità come norma”. Come sempre sono
invitati tutti coloro che desiderano assistere alla conferenza,anche se non
iscritti all’UNI3.
“È del tutto ovvio, non solo per
gli antropologi, -ci racconta il prof.Remotti- che le famiglie possono essere
messe in piedi anche per fini diversi da quello di fare figli, così come,
d’altro canto, si possono benissimo fare figli anche al di fuori della
famiglia. Insomma, siamo forse già in grado di sostenere, (…) che tra la
funzione “fare figli” e la struttura “famiglia” c’è, in linea teorica e
generale, soltanto una parziale sovrapposizione, così come siamo in grado di
intuire e ipotizzare che la zona di sovrapposizione tra “fare figli” e
“famiglia” può in certi casi restringersi e in certi casi dilatarsi, nel senso
che vi sono società per le quali “fare figli” è una funzione che in gran parte
si svolge al di fuori della famiglia d’origine, mentre vi sono altre società
(come la nostra) per le quali “fare figli” è un compito soprattutto affidato
alle famiglie in cui essi sono nati.”
Nello stesso giorno, presso l’Auditorium
dell’Istituto “Des Ambrois”, in mattinata dalle 11 alle 13 circa, in un
incontro aperto a chiunque sia interessato, il prof. Remotti terrà una
conferenza sul tema particolarmente attuale “Ridere con gli dei e ridere degli
dei”. Entrambi gli incontri saranno introdotti dal professor Piero Gorza.
Già direttore del Dipartimento di Scienze
Antropologiche, Archeologiche e Storico-Territoriali dell'Università di Torino e presidente del
Centro Studi Africani (CSA), Remotti ha guidato la Missione Etnologica Italiana
in Africa Equatoriale dal 1979 al 2004. Si è occupato di questioni teoriche, in particolare
dello strutturalismo di Lévi-Strauss,
e ha condotto ricerche sul campo in Congo, presso la popolazione Banande. Coordinatore nazionale di
progetti di ricerca in campo antropologico ed etnografico, è stato professore
ordinario di Antropologia culturale ed Etnologia
dell'Africa
e presidente del corso di laurea in Comunicazione interculturale presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Torino. Dal
2002 è socio
corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Torino.
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: “Prima lezione di antropologia”, “Contro
l’identità”, “Noi, primitivi: lo specchio dell’antropologia”, “L’ossessione
identitaria” e “Cultura. Dalla complessità all’impoverimento”.
L.P.
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