sabato 24 novembre 2018

Lectio Magistralis a Oulx su Antropocene






 Il prof. Francesco Remotti, professore emerito di Antropologia culturale presso l’Università di Torino e membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei, ha tenuto una Lectio Magistralis in sala consiliare a Oulx  su “Antropocene”, termine adottato nel 2000 dal Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen per indicare  l'epoca geologica attuale, nella quale all'essere umano e alla sua attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche.  Secondo quanto si studia a scuola il periodo attuale è il Cenozioco (nuova vita), un’era iniziata 65 milioni di anni fa, suddiviso in periodi, l’attuale è detto Olocene (del tutto recente), iniziato 11.700 anni fa. Oggi non siamo più nell’Olocene, dove le novità sono originate da fattori esogeni dell’umanità, ma nell’Antropocene dove tutto è determinato dall’uomo come ad esempio il riscaldamento del clima, lo scioglimento dei ghiacciai, la deforestazione, la desertificazione, l’aumento demografico della popolazione umana, l’uso sempre più spinto dei combustibili fossili (carbone, petrolio, gas), l’urbanizzazione incontrollata e la cementificazione del territorio, l’invasione dei rifiuti (come la plastica negli oceani). Per rimediare occorrerebbe ritornare dall’idea di Homo Deus (secondo la definizione di Harari) a quella di Homo Sapiens, ossia rimpossessarsi di certe forme di “saggezza”, coltivate da molte società umane le quali, in diverse parti del mondo, hanno voluto fare della convivenza con la natura il loro principio fondamentale. Il Professore ha concluso che sarebbe necessario prestare attenzione a quanto ha detto, dalle profondità della foresta amazzonica, lo sciamano yanomami Davi Kopenawa: “Il Popolo della Merce, i Bianchi, sono troppo preoccupati dalle cose del momento, presi come sono da un desiderio senza limiti di merci, di oro, di denaro. È ora che la smettano di maltrattare la terra e di pensare di essere dei, come se non dovessero scomparire mai, ma accettino di essere come le altre specie della Terra”.